Ginkgo BIloba

Integratore di Ginkgo Biloba

Il Ginkgo biloba è uno degli alberi più antichi del pianeta. Il Ginkgo è considerato un “fossile vivente”, nel senso che ha continuato a sopravvivere anche dopo grandi eventi di estinzione.

Gli alberi di Ginkgo hanno proprietà molto particolari: sono in grado di crescere più di 130 piedi e possono vivere per più di mille anni. In realtà, in Cina ci sono alcuni esemplari che hanno più di 2500 anni.

Il suo estratto ha molte proprietà terapeutiche e contiene alti livelli di flavonoidi e terpenoidi, antiossidanti che assicurano una protezione contro lo stress ossidativo causato dai radicali liberi.

Negli ultimi anni, gli integratori di Ginkgo sono diventati sempre più popolari: attualmente sono tra i fitoterapici più venduti. L’estratto di Ginkgo biloba (GBE) viene raccolto dalle foglie verdi essiccate della pianta ed è disponibile come estratti liquidi, capsule, e compresse.

Le foglie secche della pianta possono essere utilizzate anche per fare il tè.
Il Ginkgo è stato utilizzato ed è ancora usato per una grande quantità di problemi di salute e di malattie. Le sue proprietà principali sono il suo utilizzo come antibatterico, antimicotico, antiossidante, antitosse, espettorante, astringente, stimolante circolatorio, ringiovanente e sedativo.

L’effetto più apprezzato del Ginkgo è quello sul sistema circolatorio. I flavonoidi del Ginkgo dilatano direttamente il più piccolo segmento del sistema circolatorio, i capillari, che aumentano i livelli di circolazione del sangue e di ossigeno nel corpo. Questo è uno dei motivi principali per cui è così efficace in alcuni disturbi. Il Ginkgo contiene anche componenti che inibiscono attività di fattore piastrinico (PAF), che è un costituente del nostro corpo. Lo stress fisico, e la cattiva alimentazione possono però stimolare maggiormente la produzione di PAF; in altre parole la coagulazione del sangue. Le piastrine diventano eccessivamente adesive causando la loro aggregazione. Il coagulo così formato può rimanere attaccato al vaso sanguigno o staccarsi e rimanere in circolo fintanto che non incontrano un vaso troppo stretto attraverso cui non può passare. La coagulazione del sangue può essere responsabile di una grande varietà di malattie devastanti.

Il Ginkgo agisce in modo simile all’aspirina riducendo la viscosità del sangue.

Qui di seguito ci sono diversi casi in cui il Ginkgo biloba è stato efficace in alcuni problemi di salute e malattie.

Il Ginkgo biloba è molto ricercato per le sue proprietà medicinali e la capacità di migliorare il funzionamento della mente.

Per capire il motivo per cui il Ginkgo è efficace nel trattamento di queste malattie, dobbiamo prima capire che cosa provoca la malattia. Pertanto, ogni malattia sarà seguita da una breve descrizione della causa e poi una spiegazione di come e perché il Ginkgo è efficace.

Il Ginkgo biloba è molto ricercato per le sue proprietà medicinali e la capacità di migliorare le capacità mentali. Nelle malattie degenerative legate all’età come l’Alzheimer, oltre a migliorare le attività mentali semplici è in grado di supportare la memoria a breve termine.

La malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer è una malattia neurodegenerativa che si manifesta con un progressivo deterioramento mentale, perdita di memoria e declino delle funzioni cognitive, e l’incapacità di portare a termine le attività della vita quotidiana. Questi sintomi sono spesso indicati come demenza. Negli Stati Uniti, il 5% della popolazione di età superiore ai sessantacinque anni soffre di demenza grave, mentre un altro 10% della popolazione soffre di demenza da lieve a moderata. Anche se ci sono molti studi sulla causa dellla malattia di Alzheimer, ce ne sono principalmente due che sono trattabili con il Ginkgo: i danni causati dai radicali liberi e il danno ossidativo. Grazie alle sue proprietà antiossidanti il Ginkgo migliora la circolazione sanguigna e aumenta i livelli di ossigeno nei tessuti cerebrali. Questi antiossidanti fungono da scavenger e combattono i radicali liberi (sostanze chimiche altamente reattive che attaccano le molecole cruciali per la funzione delle cellule causando danni nel cervello e in altri tessuti). Questo risulta in una aumentata longevità cellulare e in una migliore stabilità della membrana. Inoltre, aumenta il metabolismo e regola i neurotrasmettitori che sono direttamente correlati alla funzione cerebrale. Altri effetti sono stati dimostrati in uno studio in doppio cieco con EEG (test utilizzato per rilevare e registrare l’attività elettrica generata dal cervello). Questo studio ha dimostrato che il Ginkgo aumenta le onde alfa (associate alla prontezza mentale) e diminuisce le onde theta (correlate alla mancanza di attenzione) negli anziani che mostravano segni di deterioramento mentale. Altri studi hanno dimostrato che l’estratto di Ginkgo non solo è in grado di aumentare la capacità funzionale del cervello, ma normalizza anche i recettori nell’ippocampo (la zona del cervello più colpita dalla malattia di Alzheimer) e aumenta la trasmissione colinergica, deficitaria nell’Alzheimer.
L’efficacia clinica dell’estratto di Ginkgo EGb 761 in caso di demenza come l’Alzheimer è stata confermata in uno studio pubblicato sulla rivista Pharmacopsychiatry (Kanowski S et al., Proof of efficacy of the ginkgo biloba special extract EGb 761 in outpatients suffering from mild to moderate primary degenerative dementia of the Alzheimer type or multi-infarct dementia. Pharmacopsychiatry. 1996 Mar;29(2):47-56.)
-Un altro studio, pubblicato su JAMA, allo stesso modo ha scoperto che EGb 761 “era sicuro e sembra in grado di stabilizzare e, in un numero considerevole di casi, migliorare le prestazioni cognitive e la socializzazione dei pazienti affetti da demenza da 6 mesi a 1 anno.”.

(Le Bars PL et al. A placebo-controlled, double-blind, randomized trial of an extract of Ginkgo biloba for dementia. North American EGb Study Group, JAMA 1997 Oct 22-29;278(16):1327-32.)

Miglioramento cognitivo e della memoria

Dal momento che il Ginkgo aumenta il flusso di ossigeno al cervello, aumenta l’assorbimento e l’utilizzo di glucosio (stimolando il metabolismo del cervello e l’energia), è anche oggetto di ricerca per il suo ruolo nella senilità, nella perdita di memoria, mal di testa, e nel miglioramento delle prestazioni mentali.

Hindmarch (1988) ha riferito sugli effetti della somministrazione orale di un estratto standardizzato di Ginkgo biloba (GBE) sulla memoria a breve termine di giovani volontari sani di età 25-40 anni. In uno studio in doppio cieco cross-over, Hindmarch ha scoperto che, un’ora dopo una singola dose orale di 600 mg di GBE, parametri di memoria a breve-termine sono risultati significativamente migliorati rispetto ai controlli. Secondo Hindmarch, i test indicano una specifica attività sui processi cognitivi centrali e propone l’uso di GBE nei casi di deficit di memoria.

Il Ginkgo è spesso aggiunto a frullati di frutta e altri snack sani al fine di raggiungere risultati come migliorare le capacità cognitive e la memoria.

Malattia vascolare o claudicatio intermittens

Le malattie vascolari si riferiscono alle malattie dei vasi sanguigni al di fuori del cuore e del cervello. Ci si riferisce spesso ad un restringimento dei vasi che portano il sangue alle gambe, allo stomaco, alle braccia o ai reni. A causa del restringimento dei vasi il flusso di sangue alle gambe diminuisce e la malattia altera la capacità di camminare causando un forte dolore alle gambe.

La claudicazione intermittente è simile alla malattia vascolare in quanto anche essa è causata da insufficiente flusso di sangue (e quindi di apporto di ossigeno) ai muscoli delle gambe. Essa si verifica comunemente durante l’esercizio fisico o stando in piedi. I sintomi sono dolore alle gambe, crampi muscolari e zoppia. Il semplice compito di camminare diventa insopportabile per alcuni.

A causa delle stesse proprietà antiossidanti che aiutano con le funzioni cerebrali, il ginkgo sembra offrire la stessa protezione dai disturbi vascolari. Aumenta il flusso di sangue, aiuta l’ossigeno ad essere distribuito più efficacemente dai vasi sanguigni al tessuto muscolare. Aiuta a mantenere l’integrità e la permeabilità delle pareti cellulari inibendo la perossidazione lipidica (lipidi che si rompono e formano radicali liberi). Migliora anche il tono e il nutrimento dei vasi sanguigni.

Anche altri disturbi della circolazione possono essere trattati con Ginkgo quali emorroidi, vene varicose, problemi di circolazione causati da ictus o trauma cranico.

Depressione e ansia

Una mente efficiente è molto importante nel controllo dell’umore e nei livelli di serotonina. La serotonina è un neurotrasmettitore chimico del cervello che controlla le emozioni, il comportamento e il pensiero.
Il Ginkgo può contribuire ad alleviare i sintomi dell’ansia.
Uno studio, pubblicato sul Journal of Psychiatric Research, ha evidenziato che le persone con disturbo d’ansia generalizzato che hanno assunto l’estratto di Ginkgo hanno sperimentato un maggior sollievo dall’ansia rispetto ai soggetti trattati con placebo.

(Woelk H et al., Ginkgo biloba special extract EGb 761 in generalized anxiety disorder and adjustment disorder with anxious mood: a randomized, double-blind, placebo-controlled trial. J Psychiatr Res. 2007 Sep;41(6):472-80. Epub 2006 Jun 30.)

 

Tinnitus

Negli Stati Uniti, si stima che 17 milioni di persone hanno o hanno avuto acufeni. L’acufene non è una malattia, si tratta di un sintomo di danni al sistema nervoso e di alcuni disturbi dei vasi sanguigni. Si crea la percezione di un suono, sibilo, o fischio nelle orecchie o nella testa quando nessun suono esterno è presente. Nel 1986, Christopher Hobbs ha dimostrato l’efficacia del Ginkgo come trattamento per gli acufeni. Il fischio è scomparso nel 35% dei pazienti testati, con un netto miglioramento in settanta giorni. Molti pazienti che assumono Ginkgo per l’acufene, sostengono che è poco costoso rispetto ad altri trattamenti disponibili e che ci sono pochi effetti collaterali.

Oftalmologia, glaucoma, cataratta e degenerazione maculare

L’assunzione regolare di ginkgo aiuta a migliorare la vista ed è in grado di proteggere gli occhi da una grave patologia oculare.
Il glaucoma è un termine usato per descrivere un gruppo di patologie oculari che coinvolgono di solito un aumento della pressione all’interno del bulbo oculare. Può essere correlato al danno del nervo ottico e della retina. Il glaucoma è solitamente una condizione che sopraggiunge con l’avanzare dell’età e può addirittura causare cecità.
Le cataratte sono definite come un appannamento o oscuramento della lente nell’occhio provocando visione sfocata, offuscata o distorta. È una condizione naturale negli anziani, ma può anche essere causato da sovraesposizione ai raggi ultravioletti.

La degenerazione maculare è un’anomalia di afflusso di sangue alla macula, cioè la parte dell’occhio sensibile alla luce. Come risultato, il deterioramento della macula avviene causando una perdita della visione centrale.

I flavonoidi contenuti nel Ginkgo aiutano a fluidificare il sangue: i globuli rossi possono muoversi con più facilità all’interno del torrente ematico e attraverso i sottili capillari, aumentando così l’apporto di sangue ai capillari retinici. Questo può rallentare il deterioramento della retina, che si traduce in un aumento di acuità visiva. Gli antiossidanti presenti nel ginkgo hanno anche una funzione di protezione per gli occhi.

Anti-impotenza

Questo è un altro malfunzionamento del corpo causato da insufficiente flusso di ossigeno nel sangue e aterosclerosi (indurimento e ostruzione delle arterie) del pene.
Ci sono stati diversi studi negli ultimi 15 anni per studiare gli effetti del Ginkgo su questo disturbo. Ad esempio, nel 1991, uno studio pubblicato sul Journal of Sex Education and Therapy ha valutato l’effetto dell’estratto di foglie di Ginkgo nel trattamento della disfunzione erettile in cinquanta pazienti. Gli uomini con diagnosi di impotenza erettile arteriosa hanno ricevuto 240 mg di estratto di foglie di ginkgo al giorno per un periodo di nove mesi. I pazienti sono stati divisi in due gruppi in base alla loro risposta alle terapie convenzionali. Nel primo gruppo di 20 pazienti erano state precedentemente sperimentate con successo terapie farmacologiche convenzionali. Il secondo gruppo (30 uomini) non aveva raggiunto l’erezione dopo le terapie convenzionali. In seguito al trattamento con l’estratto di foglie di ginkgo, tutti i pazienti del primo gruppo hanno riguadagnato piena, sufficiente, e spontanea erezione dopo sei mesi di trattamento. Il miglioramento è proseguito durante il periodo di trattamento di nove mesi. Nel secondo gruppo 19 su 30 pazienti hanno risposto positivamente al trattamento, mentre 11 sono rimasti impotenti. Nessun effetto collaterale è stati riportato nello studio. Questo era solo il secondo studio pubblicato sull’uso di estratti di foglie di ginkgo nel trattamento dell’impotenza. (Sohn, M. and Sikora, R. Ginkgo biloba extract in the therapy of erectile dysfunction. J. Se Educ. Ther. 17:53-61, 1991)

In un altro studio, esami ecografici di 60 uomini impotenti trattati con Ginkgo biloba hanno mostrato un miglioramento della circolazione sanguigna del pene dopo appena sei settimane. Dopo sei mesi, il 50% dei pazienti aveva riacquistato la potenza sessuale. Gli studiosi continuano a proporre il Ginkgo per il trattamento dell’impotenza con risultati soddisfacenti.

Migliora l’asma

L’asma è una malattia polmonare, che può provocare affanno e difficoltà di respirazione. Di solito è di origine allergica.

Il Ginkgo è stato utilizzato per trattare l’asma in Cina da molto tempo. Il Ginkgo inibisce l’attività degli eosinofili (un tipo di globuli bianchi attivi nella lotta contro i parassiti e le allergie); un’azione attribuita al Ginkgolide B. sembra alleviare gli spasmi delle vie respiratorie e dispnea associati a questa malattia polmonare. In uno studio condotto in Belgio, 6 su 10 bambini con asma severa hanno ottenuto sensibili miglioramenti entro i primi 3 o 4 giorni di assunzione di Ginkgo. Altri 3 in questo stesso gruppo hanno fatto enormi progressi, ma sono ancora necessarie altre terapie.
Il Ginkgo è raccomandato per il trattamento dell’asma, ma non nel caso di un attacco acuto.

Riduce il rischio di infarto o ictus

Un attacco di cuore è la morte del muscolo cardiaco a causa di mancato afflusso di sangue. Il mancato afflusso di sangue è di solito causato da blocco completo di un’arteria coronaria, che porta il sangue al cuore. Un attacco di cuore è spesso fatale.

Inibendo la formazione di coaguli di sangue causati dall’aggregazione dalle piastrine, e aumentando il flusso sanguigno e l’ossigenazione generale, il Ginkgo è una pianta ideale per la prevenzione e il trattamento di un attacco di cuore. Il Ginkgo non è consigliato per fermare un attacco cardiaco acuto, ma come trattamento preventivo.

Un ictus si verifica quando un’arteria nel cervello si blocca o quando si rompe vaso sanguigno, interrompendo il flusso di sangue in un’area del cervello. Quando si verifica un ictus, le cellule cerebrali nella zona circostante muoiono per il mancato apporto di ossigeno. Queste cellule cerebrali possono controllare funzioni differenti, come il movimento di un arto o il linguaggio. Quando queste cellule nervose si danneggiano, si perde la funzione che svolgevano.
Inibendo la formazione di coaguli di sangue dovuta all’aggregazione delle piastrine e aumentando il flusso sanguigno e l’ossigenazione generale, il Ginkgo è una pianta ideale per prevenire e curare infarto e ictus. Il Ginkgo non è consigliato per fermare un ictus, ma per prevenirne la comparsa.

Altre e nuove scoperte

Grazie all’utilizzo di Ginkgo biloba, recentemente sono state scoperte nuove funzioni. Altre malattie sono attualmente oggetto di studio con Ginkgo biloba: ad esempio la Vitilgo, una comune malattia auto-immune della pelle, la protezione dal danno cerebrale indotto dal telefono cellulare, azione anti-age, miglioramento dei comportamenti sociali, e prevenzione del rigetto di organi trapiantati.
Storia del Ginkgo biloba

Il Missouri Botanical Garden sostiene che il Ginkgo biloba è “l’unico membro ancora esistente di un gruppo di piante antiche che si ritiene abbiano abitato la terra, da 150 milioni di anni fa.”

Introdotti molto presto nella storia umana, gli alberi sono stati originariamente coltivati come una medicina tradizionale.

Il Ginkgo biloba è stato utilizzato per le sue proprietà medicinali nella Cina antica. I cinesi hanno utilizzato il ginkgo per i suoi benefici effetti cognitivi e per alleviare i sintomi dell’asma.

Il Ginkgo biloba in Occidente

Engelbert Kaempfer fu il primo europeo a scoprire il Ginkgo, verso la fine del 1600. Nel 1771 Linneo finalmente da il nome all’albero di Ginkgo Biloba che si traduce in “pennacchio d’argento con due lobi.”
Nel 1784 il Ginkgo è stato portato in America per il giardino di William Hamilton.

Interazioni farmacologiche del Ginkgo biloba

I pazienti con disturbi della circolazione sanguigna o individui in trattamento con anticoagulanti, come l’aspirina, sono a rischio di sperimentare effetti indesiderati dopo l’assunzione di ginkgo.

Inoltre, se si assumono antidepressivi si consiglia vivamente di non prendere il Ginkgo in quanto inibisce la monoamino ossidasi, riducendo l’efficacia dei farmaci (come gli inibitori della ricaptazione della serotonina e gli inibitori della monoamino ossidasi).


Possibili effetti collaterali del ginkgo biloba:

Nausea
Diarrea
Vertigini
Mal di testa
Mal di stomaco
Irrequietezza
Vomito.

Precauzioni d’uso del Ginkgo biloba

Le foglie di ginkgo contengono alchilfenoli a catena lunga, che sono altamente allergenici. Pertanto si consiglia alle persone che sono allergiche agli alchilfenoli e alle piante di edera di evitare completamente di assumere il ginkgo.

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L'estratto di ginkgo Biloba ha molte proprietà terapeutiche e contiene alti livelli di flavonoidi e terpenoidi, antiossidanti che assicurano una protezione contro lo stress ossidativo causato dai radicali liberi.
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