Rimedi naturali per la memoria

Memoria e concentrazione

Sai come migliorare la memoria e la concentrazione?

Conosci quali espedienti aiutano a migliorare la memoria?

Una volta si pensava che l’efficienza cerebrale raggiungesse il suo picco massimo di attività durante la prima età adulta e poi declinasse lentamente, portando a vuoti di memoria e declino mentale in età senile.
Ora è il nostro stile di vita moderno che svolge un ruolo significativo nel contribuire al declino cognitivo, che è il motivo per cui l’esposizione alle tossine, sostanze chimiche, la cattiva alimentazione, la mancanza di sonno, stress, e molto altro ancora può ostacolare il funzionamento del cervello.

La buona notizia  è che uno stile di vita sano può sostenere la salute del cervello e addirittura incoraggiare la crescita di nuovi neuroni, un processo noto come neurogenesi.

L’ippocampo è il centro della memoria del nostro cervello, il suo compito è quello di memorizzare le nuove informazioni e di far crescere nuove cellule nervose durante l’arco della vita, a condizione che gli si forniscano gli strumenti per farlo.

Questi “strumenti” si riferiscono soprattutto a un sano stile di vita, il che è una notizia meravigliosa. Non c’è bisogno di prescrizioni di farmaci costosi o di procedure mediche per aumentare il potere del vostro cervello e la memoria. Si devono semplicemente seguire i nostri trucchi per migliorare la memoria ed eventualmente utilizzare degli integratori per la memoria per gli anziani ovviamente solo prodotti naturali per la memoria e preferibilmente italiani.

Le 11 strategie basate sullo stile di vita per migliorare la memoria

1. Mangiare in modo corretto

prodotti migliorare memoria per anzianiGli alimenti che mangiate – o non mangiate – svolgono un ruolo cruciale per la vostra memoria. Ortaggi e legumi freschi sono essenziali, così come lo sono i grassi sani e i carboidrati. Evitate i dolci e limitate il consumo di alimenti confezionati.

Per esempio: curry, sedano, broccoli, cavolfiori e noci contengono antiossidanti che proteggono la salute cerebrale e possono anche stimolare la produzione di nuove cellule cerebrali.

Aumentando l’assunzione di omega-3 e riducendo il consumo di grassi omega-6 (oli vegetali lavorati) riequilibrerete il rapporto omega-3 e omega-6, che è molto importante. L’ideale è consumare olio di krill, che contiene anche astaxantina, che protegge non solo i grassi omega-3 dall’ossidazione, ma sembra anche essere di grande utilità per la salute del cervello.

Link integratore omega krill

L’olio di cocco è un altro grasso salutare per la funzione cerebrale. Secondo una ricerca della Dott.ssa Mary Newport, circa 35 ml o 7 cucchiaini colmi di olio di cocco sarebbero in grado di fornire l’equivalente di 20 grammi di trigliceridi a catena media (MCT), quantità indicata come prevenzione contro malattie neurodegenerative, o come trattamento per malattie già in atto.

2. Fare esercizio fisico

integratori memoria per anzianiL’ esercizio fisico stimola il cervello a lavorare in modo ottimale, stimolando le cellule nervose a moltiplicarsi, rafforzando le loro interconnessioni e proteggendole da eventuali danni.

Durante l’esercizio fisico le cellule nervose rilasciano fattori neurotrofici noti come neurotrofine. Una in particolare chiamata Brain-Derived-Neurotrophic Factor (BDNF), innesca la produzione di numerose altre sostanze chimiche che promuovono la salute e aumentano direttamente le funzioni cognitive, compreso l’apprendimento.

Uno studio del 2010 pubblicato su Neuroscience condotto sui primati, ha dimostrato che l’esercizio fisico regolare non solo aumenta il flusso di sangue al cervello, ma ha anche aiutato le scimmie a imparare nuovi compiti due volte più rapidamente delle scimmie che non sono state sottoposte a esercizio.
I ricercatori sostengono che questi benefici si ottengono anche nell’uomo 1. In uno studio di un anno, gli individui impegnati in esercizio avevano una crescita e un’espansione del centro della memoria dell’1-2% all’anno, anziché avere una sua diminuzione come atteso.
Per ottenere il massimo dai vostro allenamenti, è consigliato un programma che comprenda esercizi di interval training ad alta intensità, allenamento della forza, stretching e core-stability.

3. Smettere di essere “Multitasking”

Utilizzato per decenni per descrivere le capacità di elaborazione parallela dei computer, il termine multitasking è ora impiegato per indicare il tentativo umano di fare molte cose contemporaneamente, nel minor tempo possibile. In ultima analisi, il multitasking può rendervi inclini ad errori così come rendervi smemorati.
La ricerca mostra che sono necessari circa otto secondi per memorizzare un’informazione, per cui se si sta parlando al telefono mentre si mette a posto la spesa, è improbabile che ci si ricordi dove abbiamo appoggiato le chiavi della macchina.
L’opposto del multitasking è il mindfulness, che aiuta a concentrarsi senza distrazioni. Studenti che seguono classi di mindfulness, ottengono voti migliori degli altri ed hanno una maggior consapevolezza e working memory, così come sperimentano meno distrazioni .

Se ti trovi a cercare di portare a termine cinque attività in un colpo solo, fermati e imponiti di farne una alla volta. Se sopraggiungono distrazioni, ricordati che queste sono solo “proiezioni”, non la realtà, e lascia che passino oltre. Puoi terminare la giornata con una sessione di meditazione di 10-15 minuti per aiutare la mente a smettere di viaggiare da un pensiero all’altro e rilassarsi in un sonno riposante.

4. Avere un sonno riposante

Una ricerca di Harvard indica che il 33% delle persone hanno più probabilità di formare connessioni tra idee dopo aver dormito 3, ecco il perchè del detto “la notte porta consiglio”!
Il sonno migliora anche la memoria e aiuta a perfezionare la propria capacità di problem solving. In realtà, una sola notte in cui si dormono solo 4-6 ore può influire sulla capacità di pensare con lucidità il giorno successivo. Il processo di crescita cerebrale, o plasticità cerebrale, si pensa che sia coinvolto nella capacità di modificare il comportamento, inclusi apprendimento e memoria. La plasticità si sviluppa quando i neuroni sono stimolati da eventi ambientali o informazioni da gestire. In ogni caso il sonno e la sua mancanza modificano l’espressione di svariati geni importanti per la plasticità sinaptica.
Inoltre, alcune forme di potenziamento a lungo termine, un processo neurale connesso con la fissazione di apprendimento e memoria, possono essere raggiunte in sonno, suggerendo quanto sia cruciale questo processo fisiologico.

Come vi immaginerete, questo è vero anche per i bambini, e i ricercatori mostrano che i sonnellini pomeridiani possono dare una spinta alle loro capacità cerebrali. Specificamente, i bambini che dormono fra la sessione di apprendimento e quella di test, hanno una capacità maggiore di ricordare nuove informazioni 4. Ma non è vero solo per i bambini, anche gli adulti che fanno un riposino pomeridiano hanno una capacità cerebrale estremamente aumentata 5.

5. Fare giochi di Brain-training

Se non stimoli il tuo cervello con informazioni nuove e stimolanti, inizierà a deteriorarsi. I ricercatori che si occupano di plasticità cerebrale dimostrano che se stimoli in modo appropriato il cervello puoi evitare o quantomeno ritardare il processo di degenerazione.
Un modo per allenare il cervello è attraverso dei giochi specifici che si trovano online, come quelli realizzati su siti Web come Lumosity.com. Il Dr. Michael Merzenich, professore emerito dell’Università della California, ha portato avanti ricerche pionieristiche sulla plasticità cerebrale per più di 30 anni, ed ha anche sviluppato un programma al computer che aiuta a migliorare una serie di abilità: dalla lettura alla velocità di memorizzazione; il programma si chiama ” Brain HQ”, e il sito web contiene moltissimi esercizi differenti.
Se decidi di provare questi giochi, devi avere a disposizione almeno 20 minuti al giorno, ma su ogni esercizio specifico non devi soffermarti più di 5-7 minuti. Secondo il Dottor Merzenich i benefici si ottengono nei primi 5-6 minuti. L’unico svantaggio di queste attività è che potrebbero diventare un ulteriore impegno da inserire in una giornata già densa di attività lavorative.

6. Sviluppa nuove abilità

Impegnarsi in attività piacevoli e propositive stimola il sistema nervoso, contrasta gli effetti dello stress, riduce i rischi di demenza e migliora il benessere e la salute .
Un fattore chiave per migliorare la funzione cerebrale o riparare -in parte- i danni del declino funzionale è l’impegno che si mette nel portare a termine un obiettivo. In altre parole, se un obiettivo è importante per te, o in qualche modo ti piace o ti interessa, catturerà la tua attenzione.
Per esempio, uno studio ha rivelato che attività come il cucire o fare la maglia sono associate con un minor declino cognitivo 7.Un altro studio ha trovato che prendere parte ad attività “mentalmente impegnative” come imparare a ricamare o prendere lezioni di fotografia digitale aumentano le funzioni mnemoniche in anziani 8. La chiave è trovare un’attività che sia mentalmente stimolante per te. Idealmente può essere qualcosa che richiede la tua completa attenzione e ti dà grande soddisfazione. E’ un’attività che non vedi l’ora di fare, come suonare uno strumento musicale, fare giardinaggio, scrivere e molte altre.

7. Prova espedienti mnemonici

Gli espedienti mnemonici sono trucchetti per imparare a ricordare parole, informazioni o concetti. Ti insegnano a ricordare informazioni in un formato comodo da ricordare:
Acronimi come CIL (Compra Il Latte)
Visualizzazioni (come tenere a mente l’immagine di un dente per ricordare l’appuntamento dal dentista)
Rime ( 30 dì conta Novembre con Aprile, Giugno e Settembre, di 28 ce n’è uno, tutti gli altri ne han 31)
Frammentare l’informazione in piccoli blocchi (come organizzare i numeri nel formato di un numero telefonico)
Altri suggerimenti intelligenti per potenziare la memoria
Se vuoi seriamente migliorare la memoria e le funzioni cognitive, vorrai conoscere anche queste altre variabili molto importanti per la salute cerebrale.

8. Vitamina D

I recettori della Vitamina D attivati aumentano la crescita nervosa nel cervello e i ricercatori hanno anche trovato una via metabolica della vitamina D nell’ippocampo e nel cervelletto, aree coinvolte nella pianificazione, nel processamento delle informazioni e nella formazione di nuovi ricordi.
Negli anziani, i ricercatori hanno mostrato che bassi livelli di vitamina D sono associati con funzioni cerebrali più scarse, e aumentarne i livelli può aiutare gli anziani a rimanere mentalmente attivi. Un’appropriata esposizione al sole è fondamentale per mantenere una sana funzionalità cerebrale. Se questa non è possibile, ci si può sottoporre a sedute abbronzanti su lettini sicuri, ed assumere subito dopo un integratore a base di vitamina D.

9. Digiuno intermittente

Contrariamente alle credenze popolari, il carburante ideale per il cervello non è il glucosio ma sono i chetoni, che si ottengono dal metabolismo dei grassi, attivato dal corpo quando smettiamo di introdurre carboidrati ed introduciamo grassi sani come l’olio di cocco e altre fonti di grassi salutari. Un solo giorno di digiuno può aiutare il corpo a resettarsi ed iniziare a bruciare i grassi anziché gli zuccheri. Inoltre, aiuta a ridurre il consumo totale di calorie, il che promuove la plasticità cerebrale. Come parte integrante di uno stile di vita sano, è preferibile fare un digiuno intermittente, che limita l’assunzione del cibo in una finestra di 6-8 ore al giorno; in questo modo, si fanno effettivamente 16-18 ore di digiuno.

10.Salute dell’intestino

L’intestino è chiamato anche “il secondo cervello”, e i batteri intestinali trasmettono informazioni che attraverso il nervo vago arrivano al cervello, che collega il tronco encefalico al sistema nervoso enterico. C’è una stretta correlazione tra una flora intestinale anomala e un alterato sviluppo cerebrale. La salute intestinale può influenzare la psiche e il comportamento, dal momento che sono strettamente interconnesse e interdipendenti in molti modi diversi. Oltre ad evitare gli zuccheri, è utile integrare la propria alimentazione con probiotici o con vegetali fermentati, come i crauti.

11. La colina

La colina è un nutriente fondamentale che il corpo produce in piccoli quantitativi. Comunque, è necessario assumerla attraverso la dieta per averne una quantità sufficiente. Negli adulti, la colina contribuisce al corretto funzionamento delle membrane cellulari, è importante per la comunicazione nervosa, riduce l’infiammazione cronica e previene l’accumulo dell’omocisteina nel sangue (i cui livelli elevati sono connessi a problemi cardiaci). Nelle donne incinta la colina gioca un ruolo ancor più importante, poiché partecipa allo sviluppo del sistema nervoso e contribuisce a prevenire certe condizioni patologiche come la spina bifida.
I ricercatori hanno concluso che l’assunzione di colina durante la gravidanza potenzia l’attività cerebrale degli animali in utero, indicando che può potenziare le funzioni cognitive, migliorando l’apprendimento e la memoria, diminuendo anche il declino cognitivo e la vulnerabilità alle tossine durante l’infanzia. , conferendo anche protezione negli anni a seguire 9.
Durante la gravidanza, assicuratevi di consumare cibi ricchi di colina, dato che i ricercatori hanno scoperto che porta a cambiamenti epigenetici nel feto 10.
Nello specifico, agisce sui markers che regolano l’asse ipotalamo-ipofisario, che controlla la produzione e l’attività ormonale. Il cambiamento nell’espressione genica fetale ha ripercussioni sull’età adulta, dove continua ad avere un ruolo preventivo. Le uova e la carne sono due delle migliori fonti di colina.

Per chi volesse migliorare la memoria e concentrazione consigliamo solo  eventualmente di utilizzare degli integratori per la memoria per gli anziani ovviamente solo prodotti naturali per la memoria e preferibilmente italiani.

Bibliografia

1 Neuroscience. 2010 Jun 2;167(4):1239-48.
2 Psychological Science March 28, 2013
3 New York Times September 27, 2008
4 Psychological Science August 2006; 17(8): 670
5 American Association of the Advancement of Science (AAAS) annual meeting, San Diego, California, February 21, 2010
6 Occup Ther Int. 2007;14(2):71-85.
7 J Neuropsychiatry Clin Neurosci. 2011 Spring;23(2):149-54.
8 Psychol Sci. 2014 Jan;25(1):103-12.
9 J Neurophysiol. 2004 Apr;91(4):1545-55.
10 FASEB J. 2012 Aug;26(8):3563-74.

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